INFO

Produrre musica senza strumentazione professionale, senza ore di sala di incisione, senza cospicui investimenti fino a poco tempo fa sarebbe stato impossibile.


invece, e' nato cosi'. Il progetto nasce nell'estate del 1997 e, nell'arco di cinque mesi (Settembre 1997 - Gennaio 1998), viene prodotto il primo lavoro completo, l'album "Trema", composto da sedici pezzi originali realizzati in uno studio di registrazione domestico.

Tutte le fasi di lavorazione, dalla registrazione alla masterizzazione finale, sono state realizzate utilizzando un PC e prodotti consumer.

I brani proposti, tutti in lingua italiana, prendono spunto da alcune raccolte di poesie scritte da Elena e spaziano tra numerosi stili musicali.

Who?

Elena
Ha compiuto studi musicali classici (Pianoforte, Conservatorio di Pesaro) e scientifici (Scienze dell' Informazione, Universita' di Milano). Inizia a scrivere fin da bambina e infine concretizza la propria capacita' creativa nel canto e nella composizione musicale. L'album di esordio "Trema" si snoda tra la musicazione delle sue poesie e l'improvvisazione di linee melodiche e testi che rimarranno, fin dalla prima volta, definitivi.

Aaron
Musicista autodidatta, polistrumentista, ha compiuto studi scientifici (Scienze dell'Informazione, Universita' di Milano), unendo ben presto la sua passione per l'informatica e l'elettronica a quella musicale. Prima di abbracciare il progetto Zoom ha suonato in numerosi gruppi. Oltre che di musica si occupa di sviluppo di software ed in particolare di Realta' Virtuale.

 

Recensioni

 

"La celebrazione di una voce femminile senza nome, che guida e dilaga in sedici brani strumentalmente dimessi, algidi, tecnologici e urbani. Le inflessioni della voce ricordano atmosfere elettro-dark un po’ cosmiche, legate senza soluzioni di continuita’ in una sorta di Mina post-wave declamante, retorica e barocca, che usa scansioni di canto-narrazione ora come Francesco di Giacomo ora come una sorta di Patti Pravo. In bilico tra scenari oscuri di metropoli soft-cyber-dark ed una incombente propensione verso la ‘leggerezza’ di certa musica ‘d’interprete’ in cui l’Italia ha grandi tradizioni.

La composizione, per quanto sprecona nella durata e nell’organizzazione di un materiale davvero ampio, segnala buoni spunti ed un mood definito ed originale. Ottima promessa, misteriosa ed invitante quanto basta."

Andrea Dani, Rockerilla, Gennaio 1999, Pag. 78.

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